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Prada Cruise 2018. Cronaca surreale, tocco athleisure e fatine moderniste

“Save the date: domenica 7 maggio, ore 14:30. Collegati al nostro sito per vivere la magia di una sfilata in diretta, e per ammirare tutti i look della collezione Prada Resort 2018.” Queste le parole che, qualche minuto prima, furtivamente, riesco a leggere sul sito di Elle.it

Sono a casa, ed è il giorno giusto. Domenica 7 maggio.

La solenne Miuccia Prada, molto lontano dall’esordio, con la prima collezione di scarpe (1979) e con il prêt-à-porter femminile (1988), in questa semplice domenica pomeriggio, presenterà la sua prima linea Resort.

Un appuntamento virtuale a cui non posso mancare.

Ho appena finito di pranzare, così sistemo velocemente la cucina, e aspetto impaziente che il caffè brontolando esca dalla moka. Dopo qualche minuto, sono già nel mio piccolo studio, in soffitta, di fronte Macs (il mio computer) con il caffè caldo e profumato sulla scrivania, alla mia sinistra.

Pronta ad assistere allo streaming, alle 14:30 mi collego al sito di Elle. Guardo lo schermo con gli occhi pieni d’attesa. Il pubblico deve ancora sistemarsi per bene. C’è da aspettare ancora un pochino. Sorseggio il mio caffè…

I ritardi modaioli sono normali (e tacitamente ammessi). So che non è facile coordinare tutte le fasi della preparazione, tra makeup, hairstyle, e infine dressing delle modelle. Ammirare la collezione è solo la punta dell‘iceberg.

E poi, in questo momento, tutto è concesso. È di Prada che stiamo parlando!

Gian Luigi Parracchini, giornalista e scrittore, nel testo “Vita Prada” paragona la sensazione che si percepisce durante le sfilate, a quella “di assistere, sia pure in modo laico ad una funzione”. Sorrido sognante, ed aspetto che le luci diano il cenno intermittente.

All’interno dell’Osservatorio, vedo il pubblico che silenziosamente si compone.

Ed è proprio l’Osservatorio Fondazione Prada, spazio espositivo dedicato alle arti visive e alla fotografia contemporanea, che per l’occasione è trasformato in passerella. Illuminato da ampie finestre con cornici in acciaio, si affaccia sull’esterno della cupola della galleria. Un ambiente freddo che invita alla riflessione, alla contemplazione dunque, riscaldato solo dal legno del meraviglioso parquet, con posa a spina di pesce.

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Osservatorio Fondazione Prada (fonte: web)

Rapita dalla scenografia, noto come tutto appare studiato alla perfezione. La location regala sempre una sorta di anticipazione rispetto alla linea.

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Osservatorio Fondazione Prada (fonte: web)

Le pareti sono colorate rispettando una palette soft (rosa, grigio, lavanda, verde menta) e si alternano alle vetrate. E poi superfici riflettenti, pezzi della cupola stessa, in vetro e ferro, riprodotti su dei pannelli, si sovrappongono ai colori, insieme a qualche accenno di black&white, ma solo alla fine, per la scritta Prada.

Quando si cerca di analizzare una collezione di moda, si deve sempre osservare ogni cosa.

Un design industriale dal carattere urbano, sportivo, aggraziato dalla leggerezza e dalla femminilià delle tonalità pastello. Ingegnosamente rispettato e ricercato dall’architetto olandese Remi Koolhaas e dai suoi studi OMA / AMO, e che naturalmente, penso, rifletterà, lo stile della collezione.

Nella mia mente, pian piano inizia a prendere forma un’idea…

Il pubblico è pronto. Attende con me, questo (già) splendido esordio. Incorniciato benissimo.

Le luci danno il cenno. Sono famelica ed emozionata. La sfilata sta partendo.

“I can’t wait” di Mirwais, in un mix progressive elettronico, è la musica che dà il via allo show.

Ed ecco la prima proposta, salire le scale, in total black.

Fuori il cielo pumpleo, è riflesso dalle vetrate. I capi si seguono uno dopo l’altro, come sospesi, sopraelevati, in una luce fioca, perfetta a risaltare questa prima linea Resort. Inizio a prender nota, di tutto ciò che potrebbe aiutarmi nell’analisi. Mi avvicino per bene allo schermo (se non sto attenta presto diventerò cieca!).

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Prada Cruise 2018 (fonte: vogue.com)

Tessuti tecnici come il nylon per blouson con zip, e maniche quasi a sbuffo, abbinati a gonne in tulle trasparente o pantaloni da tuta. E poi abiti a canotta sopra il ginocchio indossati con camicie pastello, dal taglio maschile, ma elegantemente doppiate di chiffon.

Eleganza mixata allo sport dunque, per esprimere una nuova femminilità.

Osservo attentamente quel calmo susseguirsi dei look, e sento come ben si plasma con la modernità pungente del pezzo di Mirwais. Riconosco quello stile atheilsure, molto di moda adesso, sporty/glam, contemporaneo. Una varietà di shirtdress, albicocca, lavanda, rosa, con orli e maniche trasparenti, ma anche senza (maniche) con colli alti e abbottonati.

Penso a delle fatine contemporanee, graziose e strong. Anche un po’ folk, attuali, grazie agli headband con piume e ai capelli intrecciati.

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Prada Cruise 2018 (fonte: vogue.com)

Sofia Gnoli, nel testo “Moda. Dalla nascita della haute couture a oggi” definisce Miuccia Prada, un’equilibrista del rischio estetico. Attraverso ricerca, elaborazione, decostruzione, il tutto per fissare l’inafferabile: una modernità in mutamento. E così, con stupore e meraviglia, incollata allo schermo, riconosco quell’eleganza impareggiabile, tipica del brand.

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Prada Cruise 2018 (fonte: vogue.com)

I capispalla fanno un salto nel passato (1988) ripescando quelle forme e quelle scollature generose, ed i trench coat, pur manteneno la loro classicità, cambiano struttura e si arricchiscono di morbide piume sulle maniche.

Ormai siamo a metà sfilata, e le modelle mi sembrano sempre più delle fatine. Delle fatine moderniste.  Iniziano un po’ a bruciarmi gli occhi dalla concentrazione; li strizzo due volte, bevo l’ultimo sorso di caffè, e continuo a pensare alle favole.

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Prada Cruise 2018 (fonte: vogue.com)
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Prada Cruise 2018 (fonte: vogue.com)

Come anticipato dalla splendida scenografia di Koolhaas, la palette cromatica della collezione gioca sui toni pastello e sulla forza dei contrasti. Così ammiro i completi e gli abiti svolazzanti in seta e chiffon con gonnelline plissè, ornati di rouches e piume, fermati energicamente da elementi contrastanti come grembiuli e cinture in pelle nera. Mentre trovo del tutto inaspettate (e ben inserite), le stampe in stile liberty di James Jean con coniglietti e gigli su maglie e pantaloni, dall’allure retro; e sui blouson tecnici con zip e maniche arricciate.

La (mia) fame fashion non è ancora passata del tutto, ma la collezione Prada Cruise 2018 è quasi finita. Come il mio caffè.

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Prada Cruise 2018 (fonte: vogue.com)

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Arrivano infatti le proposte super glam, quelle pensate per la sera, ed il nude pink, il verde menta e la lavanda, si accendono con ricami minuziosi di paillettes e cristalli.

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Prada Cruise 2018 (fonte: thesnobette.com)

In mano, borse in pelle nera e mini clutch pastello con il logo del brand; mentre lo stile sporty, è accentuato dalle sneakers, e dalle scarpe basse con punta in metallo e cinturini bicolor a fasce.

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Prada Cruise 2018 (fonte: thesnobette.com)
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Prada Cruise 2018 (fonte: prada.com)

Lo show è terminato.

Il pubblico guarda in fondo verso le scale.

Le modelle tornano tutte insieme, in fila per l’ultimo giro. Scoppiano gli applausi.

Così riconosco e confermo l’accessorio chiave di tutte le 38 proposte, il vero tocco athleisure: i calzettoni colorati, indossati fin sopra il polpaccio.

Ne sono innamorata, follemente!

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Prada Cruise 2018 (fonte: prada.com)

Le fatine di Prada, non hanno ali e indossano loro, quei fantastici calzettoni da atleta.

Le modelle vanno via, il pubblico alza la testa verso le scale, e si fa strada con lo sguardo per cercare lei.

Miuccia, la maestra Miuccia Prada, per il saluto del dopo show.

Io, ovviamente dal mio pc, guardo verso le scale con loro.

Miuccia Prada appare, e scoppiano di nuovo gli applausi.

La guardo, con in mente le parole di Paracchini, ed eccola accennare quel micro inchino sorridente, poi si gira scende velocemente le scale,

e via inghiottita da quel fascio di luce.

Inebriata, io, da mio studiolo in soffitta, chiudo il collegamento.

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