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Moda in critica: Emilia Wickstead Spring 22

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PRESENTAZIONE BRAND

Emilia Wickstead è la classica sarta che inizia con la bottega. Dall’elegante quartiere di Belgravia, nel cuore di Londra, si fa subito un nome realizzando abiti per le donne più in vista dell’alta società. Classe 1983, nasce ad Auckland, in Nuova Zelanda, e a soli 14 anni si trasferisce a Milano con la famiglia. Dopo gli studi presso Central Saint Martins di Londra e lo stage a New York da Giorgio Armani e Vogue, nel 2008 fonda l’etichetta eponima, debuttando poi durante la London Fashion Week (Spring 2012).

Dal sapore ladylike, l’estetica del brand è definita più volte “abbottonata” a causa della connaturata sapienza della designer, nel maneggiare quei codici dell’abbigliamento classico ed elegante, che spesso richiedono il rispetto di un certo protocollo. Già dalle prime collezioni traspare una predilezione per i colori, da agrumati a speziati, riproducono stampe audaci e molto personali in una moderna e surreale interpretazione di esperienze e passioni che quotidianamente pervadono la vita della stilista neozelandese.

Film francesi New Wave, i lavori di Helmut Newton, i filtri sognanti e agrodolci di Wes Anderson: questi i twist evocativi dietro il pret à porter targato Wickstead. Ma nulla di sdolcinato o troppo zuccherino, anche se l’utilizzo spasmodico di gradazioni diverse di rosa sembra confermare il contrario. In realtà, Emilia Wickstead ha un debole per le silhouette iper femminili, e malgrado il romanticismo abbia una vocazione retro – con chiari riferimenti agli anni 50 e 60 -, la sua visione si conferma ottimista e irriverente; un approccio che sembra quasi scrollarsi di dosso, la classica e polverosa idea di bon ton.

CURIOSITÀ E DETTAGLI DALLE COLLEZIONI

SPRING 2012 – Ready to Wear

Spring 2012
  • Con la Spring 2012, Emilia Wickstead debutta ufficialmente durante la London Fashion Week. Non ha neppure trent’anni e i suoi abiti sono già prediletti tra le donne dell’alta società: da Samantha Cameron alla Duchessa di Cambridge. Quest’ultima in particolare si conferma sua affezionata cliente.
  • La linea si chiama Color Me Beautiful. Le stampe che riprendono la Torre Eiffel e l’Arco di Trionfo, vedono una prima bozza nel 2008, quando la designer le realizza privatamente per i clienti dell’atelier.
  • Abiti iper femminili, volant e plissettature… di base c’è sempre un’impronta couture, anche se le sue collezioni fanno subito pensare a romantici picnic nel verde della campagna inglese.

FALL 2015 – Ready to Wear

  • La designer si lascia spesso suggestionare dalla tradizione e dal romanticismo delle epoche passate. L’ispirazione delle collezioni può esser un film d’epoca, un libro fotografico oppure come succede per la fall 2015, tutto parte dai filtri sognanti di Wes Anderson.
  • Malgrado i colori tenui e zuccherini, Wickstead confessa di aver guardato al fascino delle uniformi.
  • Traspare ottimismo, dolcezza, ma anche quel tocco British un po’ eccentrico.

PRE – FALL 2020 – Ready to Wear

  • Un book fotografico è la presentazione della pre-fall 2020, nel gennaio dello stesso anno.
  • L’intento è seguire l’ispirazione, ossia il lavoro del grande Helmut Newton con l’opera Us and Them del 1999.
  • “Volevo dimostrare che si sono abiti intelligenti, a prova di bambino: senza pieghe, robusti, non troppo delicati, ma abbastanza disinvolti” dichiara a Vogue nel 2020.

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