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Corpi e Luoghi (e puntini da unire): il fashion film di Federico Cina

“Mia madre ricorda che a tre anni le dissi che ero nato nel posto sbagliato. In effetti da piccolo, ho sempre desiderato vivere in città: la sognavo proprio. E arrivata la maggiore età, mi sono trasferito, e sono andato a studiare a Firenze”. Queste le parole, che come titoli di coda, postillano Corpi e Luoghi, presentazione digitale della Primavera Estate 2021 di Federico Cina, designer emergente nato a Sarsina, piccolo paesino in provincia di Forlì- Cesena. 

In un sistema parallelo di significati, forse è racchiuso qui l’origine di tutto: l’abbozzo di quello che si potrebbe definire, il nostro primo puntino. 

Corpi e Luoghi | Spring Summer 2021

Come racconta Steve Jobs nel celeberrimo Commencement address ai laureandi di Stanford (giugno 2005), il discorso del designer dallo slot, mi fa pensare – pindaricamente – che sono tutti puntini da unire. Gli stessi che dopo l’abbandono del college, portano Jobs alla mela morsicata; gli stessi che dopo aver subito il licenziamento dalla sua azienda, portano il visionario alla Next Computer, e poi alla Pixar, pioniera dell’animazione digitale, e senza la quale non sarebbero mai esistiti successi come Toy Story, Cars, Ratatouille eccetera, eccetera. Puntini che a sentire quell’augurio, è possibile unire soltanto guardando all’indietro, non avanti. E barcollando tra vita vera e una serie di hashtag in stile #goodvibes, sembrano regalare la certezza che una risposta, un senso, prima o poi, dovrà pur venir fuori. Un’insalata mista di storia contemporanea e filosofia new age insomma, dove non importa se i sogni sono così forti da accecare la realtà o addirittura tediosi, tanto da togliere spensieratezza ai giochi di un bambino. Detta alla Jobs, fondamentale resta sempre il credere in qualcosa, qualsiasi cosa: “il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma”.  

Nel frattempo, il grosso dovrebbe farlo la fiducia nel futuro, che senza palle di vetro metterebbe alla prova la cupidigia, temprata dall’istinto e dal folle amore per ciò che si fa: “Stay hungry, stay foolish” – chi non ricorda? Così incassando batoste, sperimentando strade che poi si rivelano giuste o sbagliate, cambiando opinioni, case, città, lavoro, vita, il tempo passa e tutto diventa bagaglio. Come Cina, come Jobs ci si ritrova improvvisamente in un punto, in cui si capisce che ogni passo fatto o avvenimento accaduto ha prodotto quel senso che neppure si sperava potesse regalare finalmente completezza, orgoglio, gratitudine. 

Arrivati a questo punto, Corpi e Luoghi di Federico Cina, non c’entra niente con gli Iphone, la Pixar, i cartoni animati e l’inventore della Apple (ormai scomparso da un po’) ma fa pensare proprio a loro, ai puntini. Dalla Silicon Valley californiana alla nostra cara Romagna, nel caso specifico del designer di Sarsina, galeotto fu quell’attaccamento ai valori. 

Si parla di abiti e moda, infatti, e nel 2019 la famiglia, le persone, la sincerità, la trasparenza, la terra d’origine lasciata alle spalle per le grandi metropoli, al designer mancano come l’aria. Un sistema virtuoso troppo forte, con cui Cina dovrà vedersela sempre. E che alla fine, dopo una lunga tarantella di rifiuto e amore, avrà la meglio su di lui, riportandolo mens et corpore alle sue radici; e alle prese subito, con lo sbroglio di un’imberbe capacità narrativa, attraverso il lancio di un eponimo brand. 

Un progetto che mette pace tra i sogni di Federico Cina bambino, e i valori di Federico Cina adulto, che dopo gli studi a Firenze, i sei mesi in Giappone, il lavoro a Manhattan e l’esperienza a Milano (dove “i rapporti umani sembravano freddi e poco veri”), ritorna nella sua Romagna, per assaporare con orgoglio tutto quello che sin dalla prima giovinezza, aveva sempre rifiutato: “Alla fine per me, è stata questa la vittoria più grande ”.

Un ritorno celebrato sempre ad Altaroma: prima Romagna Mia (Fall 2019), la collezione debutto; poi la vittoria di Who is On Next?2019 con Mi Sono Innamorato Di Te (Spring 2020); e poi ancora I Bei Tempi (Fall 2020), menswear presentato lo scorso gennaio, quando il mondo non ne sapeva ancora nulla di pandemie e lockdown. Un emozionante trittico che dopo l’isolamento da coronavirus, passa al capitolo seguente e uscendo dalla Capitale arriva a Corpi e Luoghi, il fashion film trasmesso in diretta streaming dal virtual hub di CNMI, durante la prima Milano Digital Fashion Week della storia.  

Ingannando coordinate spaziotemporali, e sostituendo le cicale con il su è giù di un pennarello rosso sulla carta, insieme agli scrosci di erba stropicciata dalle lunghe corse nel verde, il designer prende per mano lo spettatore, e lo invita ad entrare in una cornice traboccante di italianità: la sua, la loro, la nostra. 

La primavera estate 2021 di Federico Cina punta tutto sui valori, e sul ritorno all’infanzia; età in cui, pare esserci solo una cosa da sistemare: restituire spensieratezza a quei giorni; quando i sogni erano tediosi, e pure pagati al prezzo di nuvoloni e turbamento. Un sospeso risolto con una versione baby del designer, che dalla sua casa in campagna colora i grattacieli di Manhattan, mentre i nonni avviluppati in una romantica danza, sorridono spensierati restituendo simbolicamente leggerezza ad un’età che forse non è proprio perduta del tutto. 

Dal filmato digitale, una manciata di capi no-gender passa in secondo piano, diventando supporto di narrazione. Pezzi stilizzati, indossati indistintamente da un uomo o da una donna. Cosa importa, e soprattutto a chi. Il tailleur rosso multitasche e funzionale della nonna, e la giacca verde a fiori del nonno. Due capi guida, e due colori primari che in tre minuti di video, puntualmente si uniscono al bianco della tovaglia, della carta e degli shirt dress in stile athleisure, calcando sul sentimento di orgoglio patrio e gratitudine verso la famiglia, i genitori, i lunghi pranzi della domenica e tutto il folclore dell’antica Romagna contadina. 

Centrale è il tavolo su cui Cina disegna. Uno spazio bianco coperto dalla celebre trama romagnola. Un pattern bucolico, acquisito dalla tradizione rurale che artigianalmente dettaglia i completi e le giacche della linea, e seguendo la visione attuale del designer, porta allo scoperto la cifra stilistica del brand, muovendosi a passi decisi nei meandri della contemporaneità. La vestibilità over e apparentemente minimal, si arricchisce di questi decori frutto della collaborazione con l’Antica Stamperia Marchi – una realtà made in Romagna dal lontano1633, con la quale Cina sigla un personale concetto di sostenibilità, nella speranza di “poter dare lavoro, continuando a collaborare solo con artigiani della sua terra”.

Corpi e Luoghi è dunque una celebrazione sussurrata. Una cerimonia nostalgica, che pian piano riavvolge il nastro, allargando il punto concentrico in cui il giovane creativo – dopo il rifiuto e le lunghe esperienze intercontinentali – si ferma; e sobillando un’estetica referenziale gira la testa per guardare i famosi puntini all’indietro.

Il tempo è passato, la melodia in crescendo fa da poetico soundtrack. Tutto è diventato bagaglio. In uno stato di orgoglio e gratitudine, Cina capisce che al quadro, manca solo un po’ di spensieratezza.

CORPI E LUOGHI | SS21

Credits:

Photographer: Gabriele Rosati

Stylist: Luca Paolantonio

Hair & Make Up: Sofia Foiera

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