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FASHIONLEMM: 5 parole di moda con la lettera C

Fashionlemm continua, e il mio contenitore di parole, stavolta passa alla lettera C.

Siamo solo all’inizio e non vi nascondo che, anch’io sto scoprendo cose nuove. Curiosità dietro a termini che ormai davamo per scontati. Forse perchè, scritti e letti talmente tante volte, da averli inglobati così nella nostra mente, quasi per inerzia.

Oggi per il terzo appuntamento, tra le cinque parole scelte, c’è anche il termine “cool”. Ma davvero, quante volte ci capita di usare questo vocabolo?

E poi ancora, conoscete la crinolina?

Per scoprirlo, leggete qui la mia selezione… rigorosamente in ordine alfabetico.

 

CABAN

Dalle origini più disparate, il caban è un giaccone ampio e sportivo, generalmente realizzato in panno, e di colore blu, per ricordare le giacche dei marinai. Ha una linea ampia, grandi baveri (che servivano a proteggersi dal vento e dagli spruzzi di mare) e doppiopetto con bottoni grandi neri, blu o dorati.

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Caban|fonte: leonardwatches.it

 

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Verso fine Ottocento fu la Marina britannica a diffonderne l’utilizzo, ma l’indumento, chiamato anche pea coat, peacoat o pea jacket, fu inventato dagli olandesi.

La parola pea deriva infatti da pij e significa “lana grossa”, riferendonsi al tessuto impiegato in origine. Non si sa di preciso invece se il nome caban, derivi da un misto di arabo (qaba “tunica”) e siciliano (cabbanu), oppure dall’inglese cab che significa “carrozza”, indicando appunto la divisa dei cocchieri inglesi dell’Ottocento.

Comunque resta il fatto che, dagli anni ’50 in poi, fu grazie al cinema che il suo utilizzo si diffuse tra il grande pubblico.

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Gregory Peck in Moby Dick (1956) | fonte: web
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Jack Nicholson ne L’ultima corvè (1973) | fonte: web

 

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Robert Redford ne I tre giorni del Condor (1975) | fonte: web

Nascendo come capo maschile militare, rigorosamente blu, oggi il caban, mantiene sempre la stessa forma, struttura e composizione, arrivando a far parte dell’abbigliamento casual, e scelto dalle donne, lo troviamo in diversi colori dalle infinite trame e fantasie.

CASHEMIRE

Il cashmere (o cachemire) è una fibra morbida e preziosa che si ricava dal pelo di una particolare specie di capra, chiamata Hircus.

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Cashemire | fonte: web

Anche se il nome deriva dal Kashmir, la regione divisa tra India, Pakistan e Cina, da dove iniziò l’esportazione, è il vello proveniente dalla Mongolia, in assoluto il più pregiato; perchè la fibra è più lunga e resistente.

 

La capra Hircus, infatti per sopravvivere in quell’habitat, dove in inverno le temperature raggiungono i -40°, pare abbia sviluppato una doppia pelliccia. All’esterno, un pelo lungo e ruvido, la giarra; all’interno, una specie di peluria corta, molto morbida e soffice, il duvet.

Il cashemire è anche molto raro, ogni anno se ne producono solo 5 milioni di kg, e per realizzarlo, si usa appunto, solo il duvet, lo strato interno del pelo della capra.

 

CHECK

La parola check è inglese, tradotta significa “controllo, verifica” ma anche “ostacolo” e poi ancora “assegno, conto”. In realtà la lista dei significati è bella lunga, bisogna leggere più in fondo, per trovare tra le diverse voci, quella definizione che ci serve per parlare di moda: “disegno a scacchi/quadri”.

 

Definizione che serve soprattutto in questo periodo, in cui siamo immersi da geometrie stile grunge, e trame maschili vintage.

Leggi qui: Tartan scozzese, Principe di Galles e trama Damier: stampe maschili trend A/I 2017-18

Nel linguaggio modaiolo infatti troviamo spesso la parola check (o l’aggettivo checked “a scacchi, “a quadretti”) quando ci si riferisce a quel tipo di stampa in particolare, e il cui motivo può variare spesso come dimensione, tra fantasie optical micro, medie e maxi.

Esempio: la collezione è piena di stampe check; un maglione con motivo check; un pantalone checked.

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Gingham, stampa check | fonte: pinterest

 

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Maxi tartan – Marni | fonte: pinterest

COOL

Il temine inglese cool significa “freddo” “distaccato”.

L’aggettivo infatti, fu usato per la prima volta negli anni’30, legato ad una connotazione negativa, indicava la mancanza di emozioni, un atteggiamento privo di entusiasmo, distaccato appunto.

E fu solo dalla metà degli anni’50, che entrò effettivamente nell’uso gergale e fu quindi usato come sinonimo di “figo” “di tendenza” “giusto”.

E riferito ad una persona, il termine cool, non vuol dire soltanto essere alla moda, spesso vuole indicare anche un atteggiamento fiero, consapevole, sicuro. Mentre un stile, un look, un oggetto è cool, solo se sfacciatamente attuale, e dunque al passo con i trend del momento.

 

 

CRINOLINA

La crinolina è una sottogonna rigida, che dava volume e pomposità agli abiti femminili del XIX secolo.

 

Prende il nome direttamente dal materiale di cui è composta, il crine dei cavalli, assemblato poi “a gabbia”con cerchi in acciaio e ossa di balena.

Il suo vero antenato resta comunque il guardainfante (XVI), chiamato successivamente panier, che aldilà della funzione estetica, in origine aveva quella di proteggere il grembo delle donne incinte.

Ma in età vittoriana, fu Charles Frederick Worth, il sarto inglese trapiantato a Parigi, a lanciare la moda della crinolina, facendola indossare all’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.

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Eugenia de Montijo| fonte: gomsite.net

Donna molto bella ed elegante, considerata esperta dello stile dell’epoca, fu subito imitata. E così la crinolina divenne quell’elemento da esibire sotto gli abiti, in molteplici circostanze.

Ma con il tempo, il peso e le dimensioni delle gonne divennero sempre più insostenibili (sfiorando i 7 metri di circonferenza) limitando anche i movimenti più semplici.

E allora, a fine Ottocento sempre Charles Frederick Worth, creò la demi-crinoline, una versione dalla forma più piatta e asimmetrica, e inconsapevole decretò così il declino della stessa.

 

Oggi capita spesso di vedere la crinolina sulle passerelle, oltre a stilisti come Dior, Oscar de La Renta, Valentino, anche designer contemporanei, come Fausto Puglisi, disegnano collezioni utilizzandola sotto gonne e abiti, e seppur in dimensioni ridotte ha sempre quell’effetto scenico, creando un meraviglioso gioco di volume difficile da non apprezzare.

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Fausto Puglisi spring 2014 | fonte: web
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Fausto Puglisi fall 2014 | fonte: web

 

Ed eccole qui le 5 parole con la lettera C.

Spero vi siano d’aiuto.

Con tanta passione,

Savannah Mu

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